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DOMA E ADDESTRAMENTO


"La Doma è la modalita' di varie tecniche più o meno, invasive, per assoggettare il cavallo alla volonta' dell'uomo". 
Questa è la definizione per descrivere in poche parole cos'è la doma...ma noi preferiamo chiamarla Addestramento. 

Cerchiamo d'instaurare sin da subito un rapporto basato sulla reciproca fiducia, perchè per noi con la paura e la violenza non si ha crescita e apprendimento, ed è per questo che con i cavalli ci vuole testa e non forza. 
Dal nostro centro sono usciti centinaia di cavalli di tutte le razze per tutte le discipline. 
Il nostro Metodo e' ancora alla vecchia maniera ma facendo attenzione hai piu' comuni errori e problemi dell'imcomprensione tra uomo-cavallo. 
Oltre all' addestramento dei puledri, siamo specializzati anche nella rieducazione dei cavalli con problemi comportamentali, ricordandoci che la maggior parte di essi sono creati dall' uomo. 
Il nostro centro e' indirizzato sia alla monta Inglese che alla monta maremmana finalizzata all'equitazione di campagna con serenità, disciplina e professionalità. 

"Ho capito quale fosse la mia strada, affianco e mai davanti a queste creature straordinarie, così forti e nello stesso tempo così fragili, che ti danno tutto di loro senza nessun inganno!!" Maurizio

MONTA MAREMMANA


Per monta si intende il modo di andare a cavallo definito in base alla specifica bardatura, agli aiuti che il cavaliere usa per comunicare al cavallo la propria volontà. 
Nella monta Maremmana la figura principale oltre al cavallo è il BUTTERO (dal latino boum-ducato, conduttore di buoi, o dal greco buteros: pungolo) è un personaggio dall’alone eroico, che con i suoi cavalli ha affrontato più di ogni altro la natura ostile e selvaggia della terra di Maremma e non solo. Il buttero guida il suo cavallo con una sola mano stringendo nell’altra mano l’uncino, il lungo bastone dalla forma tipica che aiuta nel lavoro quotidiano. 
Appartengono alla tradizione due tipi di selle la SCAFARDA e LA BARDELLA
LA SCAFARDA è strutturata sulla base della classica sella da batteria di tipo militare, oggi è stata riadattata e rivista, molto più leggera e più comoda anche per il cavallo, deve essere montata sempre con il codale e con il pettale. 
LA BARDELLA è molto imbottita e conformata in modo da offrire un’ampia superficie da appoggio al cavaliere, l’arcione è piuttosto rilevato ed il seggio molto profondo per dare al cavaliere un appoggio più naturale, il suo peso varia dai 10/14 kg e viene usata le prime volte nell’addestramento di un puledro. 
Nella monta Maremmana fanno parte LA BRIGLIA E MORSO, IL CAPEZZONE, LACCIAIA (O LACCIARA): 
LA BRIGLIA in senso proprio si intende le redini del morso (un imboccatura classica, agisce sulle barre con effetto di leva (leva di secondo grado, in quanto la resistenza che agisce sulle barre si trova tra la potenza-campanello delle aste dove le redini – e il fulcro- punto di attacco del barbozzale) queste sono costituite da due fettucce di cuoio lunghe circa due metri e larghe 25 cm, ad una estremità portano due fibbie (con le quali si fissano il morso) mentre all’incirca dalla metà della lunghezza fino all’altra estremità sono tenute insieme da alcuni passanti cuciti. Il primo di questi passanti viene chiamato (registro) non è cucito e può quindi scorrere sulla briglia (dalla metà in direzione del morso), per portare un cavallo in briglia come viene detto in gergo servono molte ore di lavoro e un addestratore esperto. 
IL CAPEZZONE è un finimento usato esclusivamente nella monta Maremmana ed è utilizzato nelle prime fasi dell’addestramento. Costituito da una testiera formata da un sopracapo e due montanti di cuoio largo e spesso la cui lunghezza è regolata per mezzo di una fibbia, i montanti terminano in due larghi anelli in ferro dove è fissata una catena rivestita di stoffa o foderata di cuoio dove appoggia il muso del cavallo, questo strumento viene usato prima del morso o poi insieme . 
LA LACCIARA è una semplice corda di canapa a quattro capi, che porta “impiombato” ad un' estremità un anello di ferro di circa 6/8 cm di diametro ed all’altra un impiombatura che ne impedisce lo sfilacciamento, passando il capo libero dentro l’anello si ottiene un laccio scorsoio che viene messo intorno al collo del cavallo per lavorarlo allo staccione o utilizzata per la cattura del bestiame.

MONTA INGLESE


L’equitazione classica da molti definita monta inglese è l’equitazione più praticata in Europa, ha radici molto antiche, ma è nel corso del rinascimento che da attività quasi esclusivamente militare l’equitazione divenne arte di corte che si esprime nelle parate e nelle giostre e in diverse altre cerimonie e costituisce elemento essenziale nella formazione del gentiluomo ideale. 
Durante il rinascimento ed il barocco i caroselli, grandiose feste equestri, divennero ancor più elementi centrali della vita di corte. L’elemento di maggior rilievo del carosello era un elegante ballo nel quale cavalli e cavalieri eseguivano passi, movimenti e salti dell’Alta scuola equestre. 
Fu proprio in Italia che durante il rinascimento sorsero le prime scuole d’equitazione che influenzarono lo sviluppo e la fortuna di questo nuovo tipo di disciplina in tutta Europa. La prima e più famosa fu organizzata a Napoli da Giovan Battista Pignatelli . 
Per tutto il '500, come anche successivamente, non ci fu palazzo principesco o reale ove non fosse accolto un cavallerizzo che istruisse il signore e la sua corte nei nuovi e nobili principi dell'equitazione. 
Le varie figure di Alta scuola venivano insegnate per costituire movimenti utili in guerra, sia per l'attacco che per la difesa. 
L’inizio del 1900 si ebbe la più grande innovazione grazie ad un altro cavaliere italiano, Federico Caprilli che, con quella che in tutto il mondo è nota come monta caprilliana o monta naturale , gettò le basi dell’attuale tecnica classica : caprilli per primo capì e mise in pratica una regola oggi ritenuta da tutti acquisita e cioè che il cavallo va guidato,incoraggiato e convinto anziché costretto a fare ciò che il cavaliere vuole. 
Al sorriso durante lezioni, oltre che imparare a montare a cavallo cerchiamo di far capire ai nostri allievi che prima di montare in sella e cominciare a cavalcare è indispensabile imparare a conoscere il cavallo nella sua globalità. 

               
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